C’era una volta, oltre il tempo e oltre le stelle, un grande cuore che respirava. Non era il cuore di un uomo né di un animale, ma il cuore del cosmo stesso. Ogni suo battito era un respiro, e in quel respiro vivevano tutte le anime.
Quando il cuore cosmico inspirava, le anime si sollevavano come leggere scintille di luce. Salivano verso le stelle, oltre i pianeti, e venivano accolte in un mare di pace. Lì ritrovavano i loro compagni di viaggio, quelli che avevano amato, quelli che avevano ferito, quelli che avevano aiutato. Insieme guardavano la loro vita passata come un grande quadro, vedevano i fili intrecciati e comprendevano ciò che ancora restava incompiuto. In quell’inspirazione, tutto diventava trasparente, luminoso, eterno.
Poi il cuore cosmico espirava, e le anime cominciavano a discendere. Come gocce di rugiada cadevano di nuovo verso la Terra. Attraversavano le sfere dei pianeti e raccoglievano da ognuno un dono: un colore, una forza, un ritmo. E mentre scendevano, sentivano nascere dentro di sé un nuovo desiderio: ritrovare quelle anime care, sciogliere i nodi rimasti, portare più luce là dove prima c’era stata ombra.
Quando arrivavano vicino alla Terra, trovavano una madre, un padre, una famiglia che le attendeva. Entravano piano piano nel grembo, come chi si avvolge in un mantello nuovo, e cominciavano a formare un piccolo corpo. Così rinascevano, dimentiche del viaggio, ma portando nel cuore un seme segreto: la memoria di ciò che erano venute a compiere.
E così il cuore del cosmo continuava a battere. Inspirava, e le anime tornavano alla luce. Espirava, e le anime tornavano alla Terra. Ogni respiro era una vita, ogni vita era un passo verso qualcosa di più grande.
Se si guarda bene, in ogni bambino che nasce si può vedere un soffio di quella espirazione. E in ogni vecchio che chiude gli occhi si può sentire l’inizio di quell’inspirazione. Niente si perde, tutto ritorna, trasformato.
E così, tra il respiro del cielo e il respiro della Terra, l’anima cammina, sempre più vicina al suo vero volto, che un giorno non avrà più bisogno di scendere né di salire, perché sarà divenuta essa stessa parte di quel cuore che respira per l’eternità.
